DOMANDA

Quale strategia attuare per i non responder al vaccino anti-Epatite B (anche adulti)? Grazie.

Luigi Marchione

 

RISPOSTA

La strategia da attuare per i “non responder” al vaccino Antiepatite B è la stessa: sia per gli adulti e sia per i bambini. I pazienti che, in seguito alla schedula vaccinale primaria con tre dosi, non sviluppano una risposta anticorpale (anti-HBs) superiore o uguale a 10 mUI/ml vengono definiti: “non responder” e pertanto (una volta esclusa una infezione virale cronica, che potrebbe essere la causa del mancato sviluppo di anticorpi in risposta al vaccino) devono essere nuovamente vaccinati con altre tre dosi di vaccino Antiepatite B (ai tempi 0, 1, 6 mesi).

I suddetti pazienti, un mese dopo la terza dose di vaccino, devono essere sottoposti nuovamente a prelievo ematico (per dosare la specifica risposta anticorpale) e nel caso in cui non dovessero ancora rispondere anche a questo nuovo ciclo vaccinale, devono essere considerati “non protetti” contro l’infezione del virus epatitico di tipo B e pertanto, adeguatamente informati sulle precauzioni finalizzate alla prevenzione della stessa infezione.

I soggetti ulteriormente “non responder” al secondo ciclo vaccinale, in caso di esposizione acuta a sangue infetto (oppure per il quale potrebbe esserci un sospetto d’infezione) devono essere sottoposti ad un rigoroso trattamento di immunoprofilassi passiva con iniezioni di anticorpi (immunoglobuline) specifici contro il virus dell’epatite B.

Si ricorda che l’immunoprofilassi passiva, avendo una durata limitata solo a poche settimane, deve essere sempre ripetuta dopo ogni esposizione.

Rocco Russo
Pediatra ASL1 Napoli Centro
ASL Benevento
Commissione Vaccini SIP