1) Perché dovrei vaccinare mio figlio?

Ci sono molte ragioni per farlo; tra queste:
– è il modo migliore per proteggersi contro una malattia infettiva prevenibile con vaccino. A seguito della vaccinazione suo figlio avrà molto meno possibilità di prendere la malattia infettiva se dovesse venire a contatto con un soggetto affetto dalla stessa malattia ed è anche per questo motivo che il beneficio della protezione contro la malattia supera di gran lunga gli eventuali rarissimi rischi dopo vaccinazione;
– se nella comunità si raggiunge un numero sufficiente di persone vaccinate, la specifica infezione non potrà più diffondersi da persona a persona e la malattia scomparirà del tutto. Questo è stato il successo della scomparsa di alcune malattia come il vaiolo nel mondo e la poliomielite in molti Paesi.

2) C’è un legame tra la vaccinazione anitimorbillo-parotite-rosolia (MPR) e l’autismo?

Come confermato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, attualmente non esiste alcun legame scientificamente provato tra vaccinazione MPR e l’autismo. L’autismo è un disturbo neuropsichiatrico per il quale risultano ancora sconosciute le cause.

3) Le vaccinazioni obbligatorie sono più importanti di quelle facoltative?

Assolutamente no. Molti anni fa le Istituzioni decisero di usare lo strumento dell’obbligo di legge per alcune vaccinazioni (difterite, polio, tetano ed epatite B) con il solo fine di garantire a tutti il diritto alla prevenzione vaccinale. Con il passare degli anni è cambiata, anche da parte dei cittadini, la consapevolezza dell’importanza della prevenzione delle malattie infettive prevenibili con il vaccino, ed attualmente con l’attuale Piano Nazionale delle Prevenzione, molte vaccinazioni sono state inserite tra i Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria (LEA: prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket). Per alcuni vaccini, di più recente introduzione e non ancora inseriti nel suddetto Piano Nazionale della Prevenzione, sono state elaborate delle specifiche raccomandazioni per l’offerta prioritaria ai soggetti di qualsiasi età, bambini compresi, a rischio di complicanze gravi per patologie di base preesistenti.

4) L’infezione naturale o uno stile di vita sano possono essere un’alternativa efficace alle vaccinazioni?

Assolutamente no. I vaccini hanno la possibilità di proteggere il soggetto, senza esporlo ai rischi di eventuali complicanze della stessa malattia infettiva. I presidi naturali (esempio: erbe, vitamine, etc), che spesso vengono utilizzati impropriamente con l’obiettivo di “stimolare” le difese immunitarie, non offrono una protezione particolare contro i virus e batteri che causano malattie prevenibili da vaccino. Lo stesso allattamento al seno, con tutti i suoi benefici, non può essere considerato un’alternativa alle vaccinazioni.

5) Quando devo rimandare la vaccinazione di mio figlio?

Nella maggiore parte dei casi la vaccinazione deve essere temporaneamente rinviata quando il bambino presenta una malattia acuta con febbre o turbe generali giudicate clinicamente importanti. Affidi al pediatra curante di suo figlio, oppure al personale medico presente nell’ambulatorio vaccinale, la decisione di posticipare o meno, l’esecuzione della stessa vaccinazione. Nel caso in cui il suo bambino presenti un’allergia al lattice (gomma), bisogna sempre avvertire il medico vaccinatore, che può disporre, eventualmente, la vaccinazione in ambiente ospedaliero. Il motivo di tale decisione nasce dal fatto che, esistendo prodotti contenenti questa sostanza nel tappo del flaconcino del vaccino e nella stessa siringa, anche se molto raramente, si possono avere delle reazioni allergiche dopo la vaccinazione, che vengono meglio gestite in un ambiente ospedaliero.

6) Cosa devo fare in caso di eventuali reazioni dopo la vaccinazione?

Di solito i vaccini non provocano particolari reazioni, ma è possibile che entro le 48 ore dalla vaccinazione, si possa verificare una reazione irritativa passeggera nel punto dove è stato iniettato il vaccino. Questa reazione si manifesta con gonfiore, rossore e dolore. Raramente può comparire febbre che, per lo più modesta, si cura con l’utilizzo di un qualsiasi antipiretico. Nel caso in cui questi sintomi si dovessero protrarre per più di due giorni si consiglia di consultare il medico al fine di verificare se questi possano essere attribuibili ad altra causa; inoltre in caso di una reazione importante o insolita, previo consulto medico, si deve provvedere ad effettuare la dovuta segnalazione di “avvento avverso”.

7) In che modo vengono segnalate le eventuali reazioni ai vaccini?

Nel nostro Paese, vige una specifica normativa di legge (Decreto Legislativo n. 95 del 8 aprile 2003, Decreto del Ministero della Salute del 12 dicembre 2003 e Decreto Legislativo n.219 del 24 aprile 2006), che impone l’obbligo agli operatori sanitari di segnalare qualsiasi tipo di reazione avversa, successiva all’uso di farmaci o vaccini. Tale segnalazione viene fatta con una specifica modulistica (scheda ADR, dall’inglese Adverse Drug Reaction, prevista dal Decreto Ministeriale del 12 dicembre 2003) ed inviata al Responsabile di Farmacovigilanza della struttura sanitaria di appartenenza, il quale a sua volta, dopo aver inserito la scheda in rete, entro sette giorni dal ricevimento, comunicherà al segnalatore l’avvenuto inserimento, fornendo allo stesso una copia della scheda inserita, completa del codice numerico rilasciato dal sistema. Il segnalatore avrà l’opportunità di verificare la reazione codificata e farà riferimento al codice per l’invio di eventuali notizie di aggiornamento. Per la segnalazione non è è necessaria la certezza di un rapporto causa-effetto fra somministrazione del vaccino ed insorgenza della sintomatologia: il semplice sospetto di una reazione avversa a vaccino è di per sé ragione sufficiente a segnalare. Le segnalazioni possono essere effettuate anche da parte dello stesso cittadino, scaricando la specifica scheda al seguente link: http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.doc

8) Posso iniziare a vaccinare mio figlio più tardi?

Se le motivazioni sono legate a particolari problemi di salute del bambino è opportuno attenersi alle indicazioni del personale medico, in caso contrario se il ritardo dell’inizio del ciclo vaccinale nasce da valutazioni personali del genitore (es.: il bambino è troppo piccolo…), bisogna tenere presente che esistono delle precise raccomandazioni scientifiche mondiali, le quali hanno dimostrato che: – il neonato sviluppa la capacità di difendersi dagli agenti estranei prima ancora della nascita, ma non utilizza queste sue potenzialità poiché, finché rimane all’interno dell’utero materno, non ne ha bisogno; – nei primi mesi di vita la sua protezione risulta essere garantita anche dagli anticorpi di origine materna, i quali vanno rapidamente a diminuire nel tempo; – a 2 mesi il sistema immunitario del bambino è già in grado di rispondere alla vaccinazione; – nel bambino di 2 mesi le vaccinazioni sono sicure: aspettare non serve ad aumentare la sicurezza dell’atto vaccinale; – ogni ritardo nell’inizio delle vaccinazioni prolunga il periodo in cui il bambino è suscettibile alle infezioni prevenibili con il vaccino.

9) Chi si vaccina contro una specifica malattia infettiva è protetto al 100%?

Esiste una piccolissima parte della popolazione, che a seguito di una specifica vaccinazione, potrebbe non essere in grado di sviluppare un’adeguata protezione. Bisogna, però prendere atto che se tutta la popolazione viene vaccinata, a seguito di una ridotta circolazione dell’agente infettivo (meno soggetti che si ammalano, perché vaccinati), indirettamente si riesce a proteggere anche la suddetta piccolissima parte di soggetti definiti “non responder”. La vaccinazione agisce a livello individuale, ma anche a livello collettivo.

10) Almeno dieci motivi per vaccinare:

1. Per debellare le malattie infettive prevenibili con il vaccino!
2. Per l’uso di vaccini sempre più sicuri ed efficaci!
3. Per avere la possibilità di proteggere sé stesso e gli altri!
4. Per ridurre il rischio di gravi complicazioni a seguito della specifica malattia prevenibile con il vaccino!
5. Per evitare di trascorrere lunghi periodi a letto o in ospedale.
6. Per ridurre i costi rispetto al trattamento della stessa malattia.
7. Per il fatto che la vaccinazione risulta essere un mezzo di prevenzione: semplice, rapido e conveniente.
8. Per prevenire infezioni comuni!
9. Per gli innumerevoli dati scientifici che portano le istituzioni sanitarie mondiali a consigliare questo importante strumento di prevenzione!
10. Per una scelta informata e consapevole!